Il Giardino di Ninfa è un monumento naturale situato nel territorio del Comune di Cisterna di Latina. Il sito ospita un suggestivo giardino all’inglese sviluppato nell’area dell’antica città medievale di Ninfa, di cui oggi rimangono numerosi ruderi.
Nell’ambito di un sopralluogo preliminare è stata individuata una fessura verticale presente in una delle torri del complesso, in corrispondenza della zona di ingresso, in alto a destra rispetto al varco. La lesione è stata selezionata come punto idoneo per una prima sperimentazione di monitoraggio.
L’attività è stata concepita per verificare la possibilità di monitorare da remoto nel tempo l’evoluzione di una fessura presente su un manufatto storico, adattando la strumentazione alle specifiche esigenze del contesto. Particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dei dispositivi, alla continuità dell’alimentazione e alla possibilità di installare il sistema in uno spazio caratterizzato da vincoli e dimensioni ridotte. Per il controllo della lesione sono stati installati due estensimetri ad archetto e un comparatore digitale, utilizzato come strumento di riscontro per la misura degli spostamenti. I due estensimetri sono stati posizionati a cavallo della fessura, con differenti condizioni di ancoraggio: uno sulla malta e uno direttamente sui blocchi di tufo. Il sistema di acquisizione è stato alimentato mediante una batteria al piombo da 6 V, alloggiata insieme all’unità di controllo e al display del comparatore all’interno di una scatola impermeabile. Il contenitore è stato sigillato e posizionato nelle immediate vicinanze del punto di misura, con l’obiettivo di proteggere la strumentazione dall’umidità e dagli agenti esterni.
I dati sono stati registrati su una scheda micro-SD con cadenza semioraria, per essere successivamente scaricati ed elaborati al termine della campagna di monitoraggio.
All’interno della torre, la strumentazione è stata installata direttamente in corrispondenza della fessura individuata. Al termine delle operazioni risultavano in opera i due estensimetri ad archetto, il comparatore digitale e un igrometro, collegati al sistema di acquisizione.

Torre oggetto del monitoraggio.

Fessura verticale posta in alto a destra rispetto all’ingresso.

Particolare dell’installazione del sistema Moni2BSafe.
Fig 1 – Inquadramento della torre, fessura monitorata e sistema installato.

Vista generale dell’allestimento in corrispondenza della fessura.

Dettaglio del sistema di monitoraggio completo.
Fig 2 – Configurazione finale degli strumenti di misura.
La campagna ha prodotto una serie di misure relative agli spostamenti della fessura e alle condizioni ambientali interne, con particolare riferimento a temperatura e umidità.
Sono stati acquisiti dati per sette giorni consecutivi, con registrazione automatica a intervalli regolari. Le curve relative ai due estensimetri hanno mostrato un andamento complessivamente coerente, evidenziando le variazioni dello spostamento registrate durante il periodo di osservazione.
Parallelamente, il monitoraggio dei parametri ambientali ha permesso di seguire l’evoluzione della temperatura e dell’umidità all’interno della torre. Queste informazioni rappresentano un elemento importante per interpretare correttamente le variazioni rilevate sulla muratura e distinguere, per quanto possibile, gli effetti legati alle condizioni ambientali da eventuali fenomeni di natura strutturale.



La sperimentazione ha consentito di verificare la fattibilità di un sistema di monitoraggio fessurativo applicato a un manufatto storico, in un contesto caratterizzato da esigenze specifiche di tutela, ingombro e protezione della strumentazione.
La soluzione adottata ha permesso di avviare la campagna di acquisizione, evidenziando al tempo stesso alcuni aspetti migliorabili. In particolare, le dimensioni della scatola di protezione hanno reso più complesso il posizionamento del sistema in prossimità della lesione. Per future applicazioni sarà quindi opportuno sviluppare supporti dedicati e contenitori più compatti, in grado di ridurre l’ingombro e semplificare l’installazione anche in spazi particolarmente ristretti.
Il rilievo rappresenta così un prototipo per possibili campagne di monitoraggio successive all’interno del Parco, anche a supporto di future attività di conservazione, manutenzione e restauro dei ruderi.
L’esperienza ha inoltre confermato l’interesse dell’utilizzo di sistemi di acquisizione automatica per il monitoraggio nel tempo dei beni culturali, offrendo una base sperimentale per lo sviluppo di soluzioni sempre più semplici, compatte e adatte al controllo remoto di strutture storiche.
